Quando si parla di guadagni, è fondamentale capire anche come funziona la partita IVA, perché è questo che incide davvero su quello che ti resta a fine mese.
Molte cifre che si sentono in giro sono lorde, cioè prima delle tasse. Ma il netto è un’altra cosa.
Se lavori come onicotecnica in proprio in Italia, nella maggior parte dei casi rientri nel regime forfettario. È il regime più semplice da gestire, soprattutto all’inizio, ma non significa che non ci siano costi.
In questo caso, le tasse si calcolano su una percentuale del fatturato, non sull’intero incasso. A questo si aggiungono i contributi INPS, che sono una delle voci più importanti.
Tradotto in pratica: se incassi, per esempio, 2.000 euro al mese, quella non è la cifra che ti resta. Devi togliere:
- una parte per le tasse
- una parte per i contributi
- tutte le spese di lavoro
Per avere un’idea più precisa, la soluzione migliore è consultare un commercialista, che potrà aiutarti a gestire tutti gli aspetti relativi alla tassazione. Inoltre, devi considerare materiali, strumenti, prodotti ed eventuali corsi di formazione, tutti costi che incidono sul guadagno reale.
Per questo è importante non guardare solo quanto incassi, ma quanto ti resta davvero. È questo che ti permette di capire se il tuo lavoro è sostenibile nel tempo e se i prezzi che stai applicando sono adeguati.
Molte onicotecniche restano bloccate a guadagni bassi proprio perché non fanno questo passaggio: lavorano tanto, incassano, ma non calcolano bene il netto.
E quando inizi a fare questi conti, capisci subito perché aumentare i prezzi non è una scelta, ma una necessità.