Tronchesi, spingicuticole, frese e punte non reagiscono allo stesso modo tutto l’anno, e chi lavora in salone lo vede subito: basta una settimana di umidità alta o un calo improvviso di temperatura per trovare strumenti leggermente opacizzati, micro-macchie sul metallo o per accorgersi che tempi di asciugatura non tornano.
Freddo e umidità modificano il comportamento del metallo, e ciò può compromettere sia l’igiene sia la durata degli strumenti nel tempo.
Sono Angelica Oglobyak, onicotecnica specializzata e fondatrice della Nails Secrets Academy, e in questo articolo ti spiego cosa succede realmente agli strumenti nei mesi freddi e quali accorgimenti uso ogni giorno per mantenerli perfetti, dalla sterilizzazione alla conservazione.
Come freddo e umidità influenzano gli strumenti da manicure
Quando le temperature scendono, gli strumenti non si comportano più come durante il resto dell’anno. Il metallo assorbe l’umidità in modo diverso, la condensa si forma più facilmente e i tempi di asciugatura dopo la sterilizzazione si allungano. Sebbene a volte questi cambiamenti passino inosservati, possono compromettere sia l’efficacia del lavoro sia la durata degli strumenti stessi.
Perché il metallo soffre gli sbalzi termici
Il metallo reagisce rapidamente alle variazioni di temperatura. Se lo strumento passa da un ambiente freddo a uno molto caldo, per esempio quando arrivi in salone da fuori, può formarsi una leggera condensa sulla superficie. È invisibile a occhio nudo, ma sufficiente per creare micro-ossidazioni nel tempo. In inverno, questo fenomeno è molto più frequente e accelera l’usura.
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Umidità e proliferazione batterica: cosa cambia in inverno
Un ambiente più umido favorisce la proliferazione di batteri, soprattutto se gli strumenti non vengono asciugati in modo perfetto prima di essere riposti. Dopo la sterilizzazione, anche una quantità minima di acqua residua può diventare un problema maggiore nei mesi freddi, perché evapora più lentamente.
Strumenti che richiedono più attenzione nei mesi freddi
Gli strumenti che richiedono più controllo sono:
Tronchesi e forbicine, perché il filo di taglio è molto sensibile all’umidità.
Spingicuticole in acciaio, che tendono a opacizzarsi più velocemente.
Punte per fresa, soprattutto quelle in acciaio o carburo, che possono sviluppare micro-punti di ossidazione se non asciugate bene.
Strumenti trasportati in valigetta, perché lo sbalzo termico è più brusco rispetto a quelli che restano sempre in salone.
La corrosione del metallo: come evitare rischi per gli strumenti di lavoro
Molte onicotecniche scoprono la corrosione solo quando è già visibile, ma in realtà i segnali iniziano molto prima. In inverno basta davvero poco: un’asciugatura incompleta, un ambiente troppo umido o strumenti riposti ancora tiepidi dopo la sterilizzazione. La corrosione danneggia l’aspetto degli strumenti, compromette precisione, igiene e durata del metallo.
Segnali precoci di corrosione su tronchesi, spingicuticole e frese
Opacizzazione anomala del metallo, soprattutto nelle zone di giunzione.
Piccoli puntini scuri che non spariscono con il normale detergente.
Sensazione di “attrito” quando le lame dei tronchesi scorrono.
Microscopiche righe sulle punte della fresa che prima erano lisce.
Perché la ruggine appare più facilmente d’inverno
La causa principale è l’umidità che resta intrappolata sul metallo. In inverno l’evaporazione è più lenta, quindi anche una minima quantità di acqua può restare abbastanza a lungo da generare ossidazione.
Anche lo sbalzo termico tra esterno freddo e salone riscaldato crea condensa: un nemico silenzioso che spesso non notiamo, ma che accelera la corrosione.
Prodotti e metodi sicuri per mantenere il metallo in perfette condizioni
Per prevenire la corrosione, d’inverno uso sempre una routine più attenta:
Asciugatura completa prima ancora di riporre gli strumenti nel contenitore.
Panno morbido in microfibra invece della carta, perché non graffia il metallo.
Olio protettivo specifico per strumenti da taglio, da applicare pochissimo e solo sulle zone più sensibili.
Custodie traspiranti: mai plastica chiusa, perché trattiene l’umidità.
Asciugatura corretta dopo la sterilizzazione
Dopo la sterilizzazione, il metallo trattiene più a lungo l’umidità e l’aria fredda rallenta l’evaporazione. È il motivo per cui, nei mesi freddi, la maggior parte dei problemi nasce proprio qui: da qualche goccia non asciugata alla perfezione.
Perché in inverno gli strumenti si asciugano più lentamente
Le temperature basse impediscono all’acqua di evaporare rapidamente e questo allunga i tempi di asciugatura naturale. Inoltre, quando gli strumenti escono ancora tiepidi dalla sterilizzazione e vengono esposti a un ambiente più freddo, si crea condensa: invisibile, ma sufficiente a danneggiare il metallo nel tempo.
Errori da evitare (anche se sembrano banali)
Riporre gli strumenti ancora tiepidi: il metallo non deve “sudare”.
Usare carta abrasiva che graffia e accelera la corrosione.
Chiudere subito la custodia: l’umidità resta intrappolata.
Sovrapporre gli strumenti bagnati: l’acqua si accumula tra le lame.
Alcuni accorgimenti che prevengono danni e contaminazioni
Nel mio lavoro adotto una routine precisa che consiglio sempre anche a chi si sposta a domicilio:
Panno in microfibra ad alta assorbenza per eliminare l’acqua residua subito dopo la sterilizzazione.
Asciugatura all’aria in posizione aperta, soprattutto per tronchesi e forbicine, così l’umidità non resta intrappolata nella giunzione.
Piano riscaldato delicato o zona tiepida del salone (non calda!), che accelera l’evaporazione senza stressare il metallo.
Controllo finale prima di riporre: se anche un solo punto non è perfettamente asciutto, meglio attendere qualche minuto in più.
Una delle cose che noto più spesso nei mesi freddi è che molti strumenti si rovinano non durante l’uso, ma mentre sono riposti. La temperatura dell’ambiente fa una grande differenza, soprattutto per chi lavora a domicilio o trasporta le attrezzature da una postazione all’altra. Il metallo non ama né il freddo estremo né i cambi repentini, e in inverno questi due fattori si presentano continuamente.
Perché riporre gli strumenti in ambienti freddi è un errore
Quando gli strumenti restano a lungo in un ambiente freddo, la temperatura del metallo scende e, appena vengono portati in una stanza più calda, si forma la condensa.
È un ciclo che, se ripetuto ogni giorno, può causare:
opacizzazione del metallo,
comparsa di micro-macchie,
indebolimento del filo di taglio,
rischio di ruggine nei punti più sensibili.
Per questo evito sempre di lasciare gli strumenti vicino a finestre, porte d’ingresso o scaffali esposti alle correnti fredde.
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Range di temperatura consigliata per laboratorio o valigetta da lavoro
L’ambiente ideale è tra i 18°C e i 22°C, una temperatura stabile che non stressa il metallo e non favorisce la formazione di condensa.
Se lavori in salone è abbastanza semplice da mantenere, ma chi si sposta a domicilio deve fare più attenzione: una valigetta lasciata in macchina, anche per poco tempo, può scendere a 4°C o 5°C in inverno. È una delle abitudini più problematiche che vedo tra le professioniste alle prime armi.
Custodie, organizzazione e materiali protettivi
Custodie invernali: i materiali migliori
In inverno scelgo custodie che lasciano respirare il metallo. Il tessuto traspirante e il neoprene leggero funzionano bene perché non trattengono l’umidità. Anche la pelle rigida va bene, purché non sia completamente ermetica. La plastica chiusa, invece, è la più rischiosa: favorisce la condensa e accelera l’opacizzazione
Evitare condensa e umidità negli astucci
La regola più importante è riporre gli strumenti solo quando sono asciutti e a temperatura ambiente. Una custodia fredda a contatto con uno strumento ancora tiepido crea condensa in pochi minuti. Una piccola bustina anti-umidità può aiutare a mantenere l’interno più stabile.
Organizzazione per chi lavora a domicilio
Per chi trasporta spesso gli strumenti, gli sbalzi termici sono inevitabili. In questi casi consiglio di:
separare gli strumenti sterilizzati da quelli usati;
scegliere custodie con interno traspirante e guscio esterno più rigido;
attendere un paio di minuti prima di aprire la valigetta entrando in un ambiente caldo.
Domande frequenti
Di solito succede per via dell’umidità elevata e della condensa che si forma quando gli strumenti passano dal freddo al caldo. Non è sporco: è l’inizio dell’ossidazione.
Sì, se l’asciugatura non è perfetta. In inverno l’acqua evapora più lentamente e anche una goccia residua può causare corrosione.
Assicurandoti che siano asciutte prima di riporle e conservandole in una custodia traspirante. Le punte in acciaio sono le più sensibili alla condensa.
Sì, ma in minima quantità e solo su strumenti da taglio. Non devono interferire con la sterilizzazione successiva né lasciare residui.
La cura degli strumenti in inverno richiede un po’ più di attenzione, ma diventa naturale una volta capiti i meccanismi che rendono il metallo più vulnerabile. Con una buona asciugatura, una custodia adatta e qualche accorgimento nella gestione delle temperature, gli strumenti restano precisi, sicuri e performanti per tutta la stagione.
E tu, quali accorgimenti adotti in inverno per preservare i tuoi strumenti di lavoro?